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Dad

dad, la video inchiesta, nata da un progetto di Cattive Ragazze Network con Urban Art Project, su come bambine e bambini, ragazze e ragazzi dai 5 ai 17 anni hanno vissuto l’emergenza sanitaria da COVID-19 senza la scuola in presenza nel 2020, ha vinto Roma Best Practices Award 2021 di Mamma Roma e i suoi figli migliori nella sezione “Roma studia bene”

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Regia: Paolo Veloná 
Direzione artistica: Lorena Ercolani UAP
Fotografia: Carlo Romano

dad può essere visto sul canale YouTube Cattive Ragazze

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La mappa delle donne del Municipio XIII

Stiamo lavorando a una nuova Mappa del Territorio che parli delle/alle donne nel nostro municipio. Una mappa che raccolga i luoghi cari alle donne e che racconti anche la loro fantasia, le loro necessità, i loro problemi …

Costruiamo insieme una Rete partendo da quello che c’è per creare un modello di società a misura di donne. Segnalateci spazi, luoghi, reti, associazioni che parlano delle donne e alle donne.

Lettera aperta dalle famiglie delle bambine e dei bambini e delle ragazze e dei ragazzi al Ministro Azzolina

Si chiude 4 marzo 2020

La scuola ha chiuso il 4 marzo, dall’oggi al domani, dal giorno alla notte senza un saluto, un abbraccio o una stretta di mano. Ma soprattutto senza preavviso lasciando 9,8 milioni di bambine e bambini, ragazze e ragazzi a casa confidando ancora una volta nella straordinaria capacità delle famiglie di arrangiarsi da sole.

Due settimane all’inizio che sono diventate due mesi e alla fine 6 mesi con un rientro a settembre ancora in forse e di cui non conosciamo le modalità.

Una sospensione di vita che ha travolto docenti, dirigenti scolastici, i minori e le loro famiglie in un esperimento inedito dettato dall’emergenza.

Dopo l’iniziale spaesamento, la scuola si è rimboccata le maniche e ha cominciato ad organizzarsi dapprima con uno sforzo sovraumano per raggiungere tutti ed assicurarsi di non perdere i contatti poi avviando su tutto il territorio nazionale con tempi e modalità diverse la Didattica a Distanza.

La DaD

L’Emergenza non sarebbe tale se non ci imponesse soluzioni forzate. Ecco allora che la Didattica a Distanza è entrata nelle nostre casa cambiandone i ritmi e le abitudini.

Buttando il cuore oltre l’ostacolo la scuola si è fatta virtuale ma già qualcuno di noi sentiva lo stridere di questo aggettivo che mal si applica ad un istituzione, come la scuola, che fa della cura dell’altro e della relazione la sua più alta e nobile missione.

La Dad mostra però ben presto i suoi limiti:

  • perdita della relazione;
  • disuguaglianze: famiglie non raggiunte dalla connessione e senza apparecchi elettronici per collegarsi;
  • genitori in smartworking che devono anche seguire i figli in casa;
  • famiglie che già vivono in condizioni di sofferenza socio economica vedono peggiorare la propria situazione con ripercussioni psicologiche in casa ;
  • sofferenza dei più piccoli causata della perdita della socialità e del contatto con gli altri e peggiorata dalla reclusione forzata a casa.

Il governo dimentica i minori che, ad ogni conferenza,  restano i grandi esclusi della decretazione.

Cosa succede?

La ministra stanzia 85 milioni di euro perché la Scuola non si ferma quando la Scuola si è fermata da un bel pezzo a quel 5 marzo.

Si riesce a raggiungere un maggior numero di bambine e bambine e di ragazze e ragazzi sprovvisti dei mezzi di connessione e a dotarli di un tablet e di una “saponetta” senza rendersi conto ai piani alti che ancora una volta la differenza la faranno le famiglie e che un cellulare o la fibra non azzerano le disparità sociali.

  • La scuola è relazione. Attraverso la relazione passa l’80% dell’apprendimento che non può essere mutuato da uno schermo o da una lezione caricata sul registro elettronico.
  • La scuola è un diritto, diritto allo studio, ad un’istruzione, alle pari opportunità ma non solo per molti la scuola è l’unico pasto completo della giornata.
  • La scuola non può restare chiusa perché il valore di una società si misura su quello che fa per i proprio bambini.

La scuola resta chiusa e riapre a settembre

I malumori crescono e si moltiplicano gli appelli di famiglie, associazioni, docenti e ragazzi al Ministro che resta sordo e dopo 50 giorni ancora non offre un pacchetto di possibilità.

Unica certezza tra tante domande disattese è che la scuola non riaprirà e sui banchi si torna a settembre.

Altro grande escluso da ogni considerazione politica è lo 0/6 che non viene mai menzionato dal Ministero, come non esistesse. Proprio la fase più delicata dello sviluppo della persona viene costantemente ignorata quando in realtà meriterebbe una riflessione specifica.

Quali Proposte?

Nessuna proposta finora uscita dalle stanze del Ministero solo la nascita di una task force di cui non si conosce il lavoro.

Segnaliamo che nella Task Force non troviamo nessun rappresentante degli stakeholder che vivono quotidianamente le difficoltà delle scuole. Anche qui lo 0/6 non è rappresentato.

Fase2 Si torna a lavorare ma la didattica resta a… distanza

La Fase2 promette una serie di riaperture, persino le sale giochi, ma non la scuola.

La paura del diffondersi del contagio è alta, gli ambienti non sono adeguati e tantomeno lo sono le classi pollaio che con il virus diventano fuori legge mentre per la sicurezza andavano sempre bene e potevano continuare a riempirsi fino a 30 alunni.

Il Ministro annuncia che si torna a lavorare ma la Didattica resta a distanza.

  • 4 Maggio: Ancora una volta le famiglie fanno da cuscinetto e se fino a 3 mesi prima i minori di 14 anni non potevano uscire da soli da scuola senza la liberatoria firmata dalle famiglie adesso che i genitori torneranno al lavoro possono tranquillamente restare da soli in casa senza l’adulto referente.
  • Disabilità: I bambini con disabilità restano soli, nessuno si occupa di loro nel momento in cui avrebbero più bisogno del contatto e della vicinanza.
  • Servizi 0/6: dello 0/6 non c’è menzione.
  • Bonus Baby Sitter: Lo Stato interviene in maniera accessoria con sussidi a pioggia e con il bonus baby sitter di cui usufruirà il 30% delle famiglie e che in ogni caso non coprirà le ore settimanali di lavoro dei genitori.

Genitori

La Dad necessita della presenza delle famiglie e di una sorveglianza genitoriale per esistere soprattutto nella primaria e nella secondaria di primo grado.

Lo Stato non se ne cura e delega perché dietro ad ogni figlio c’è un genitore che lo aiuta. Perché se davanti allo schermo da una parte c’è un insegnante e dall’altra c’è sempre una madre che accende il computer, stampa schede, vigila ed è costretta a stare a casa.

Un risparmio assicurato sulle spalle di quelle famiglie che a breve non sapranno più come risparmiare.

La didattica a distanza senza le famiglie è un castello di sabbia. Per quanto tempo può stare in piedi un castello di sabbia?

Docenti

Lasciati soli senza indicazioni definite, sommersi da un lavoro smodato e snaturato nella relazione. Un docente coglie dallo sguardo, dall’espressione se gli alunni stanno seguendo, se tutti sono con lei o lui. E’ questa la scuola per chi insegna? Una didattica fredda e distante che perderà per strada anche i migliori? E’ questo il loro lavoro? Lo strumento tecnologico non potrà mai sostituirsi a nessun docente e nessuna piattaforma potrà mai ricreare l’ambiente di apprendimento di classe fatto di socialità e relazione, dove la partecipazione è fatta di imprevedibilità, presenza e legami. Si rischia di vivere una scuola privata della  magia che solo il docente sa trasmettere quando ti guarda negli occhi.

Lo Scenario è un regime misto a Settembre?

Nessuno sa cosa succederà a settembre. Il Governo ha 5 mesi di tempo per reiventare un modo di stare a scuola perché la didattica a distanza non è scuola e la scuola è solo in presenza.

Molte famiglie non potranno permettersi di tenere i figli a casa e torneremo indietro di decenni e il ruolo della donna torna relegato alla cura della casa e dei figli ma in generale la famiglia si deve sobbarcare anche della parte di responsabilità educativa che sta in capo alle istituzioni.

Nello 0/6 non il regime misto con orari scaglionati non possono essere pensati perché lo 0/6 nasce proprio come supporto alle famiglie moderne, tant’è vero che il nido è un “servizio sociale”. 

LA SCUOLA È SOLO IN PRESENZA E LA DAD È UNA NON SCUOLA

Per questo abbiamo il diritto di chiedere al governo tutti insieme se esiste un piano per la scuola. Il governo ha elaborato solo un calendario di date di riaperture mentre la scuola resta la grande assente della #fase2.

Chiediamo di conoscere in trasparenza quali sono i progetti avviati per la ripartenza a settembre delle scuole, soprattutto vogliamo comprendere quale progetto politico il governo ha in mente per la tutela del diritto allo studio.

La scuola è un servizio essenziale per tutti i minori di questo paese poiché un diritto o è sempre tale o non è un diritto.

Siamo qui a chiedere quali proposte? Cosa verrà fatto? E soprattutto per la fascia 0/6 esiste la possibilità di mettere in campo una reale sorveglianza sanitaria? Che fine ne sarà della SCUOLA?